CODICE IDENTIFICATIVO non è CERTIFICAZIONE!

CODICE IDENTIFICATIVO...NON E' CERTIFICAZIONE

"Alcune info utili a riguardo"

Spesso consulenti poco preparati o aziende un po' furbette tendono a confondere le idee ai clienti su quelle che sono le documentazioni necessarie per i prodotti professionali del nostro settore ed in particolar modo su gonfiabili, playground e tappeti elastici.

Inserendo nel discorso la parola magica “certificazioni” tranquillizzano i clienti ed aggirano un problema burocratico che invece, spesso, è molto più complicato di quello che si voglia far pensare.

Nello specifico la complicazione è IL CODICE IDENTIFICATIVO.

Con il decreto ministeriale del 18 maggio 2007, si prevede che ai prodotti sopra citati ed inseriti all'interno dell'elenco ministeriale delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, in quanto prodotti professionali, siano attribuiti dei codici identificativi.
Il codice identificativo viene rilasciato a seguito dell’analisi del gioco stesso insieme ai documenti che vengono forniti dalla ditta venditrice, tale codice dovrà essere poi stampato su di un'etichetta metallica. In parole povere è come se questi prodotti dovessero essere targati!

- Ma come si ottiene questo codice identificativo?

La procedura sulla carta sarebbe anche  semplice (purtroppo solo sulla carta).

Le legge prevede che una volta acquistata una struttura, il cliente faccia richiesta di una commissione di vigilanza (formata generalmente da almeno 5 persone tra le quali almeno: n.1 Vigile del Fuoco – n.1 Ingegnere – n.1 Vigile Urbano – n.1 Tecnico Comunale).

Questa commissione di vigilanza dovrebbe visionare tutte le certificazioni fornite dall’azienda in fase di vendita, analizzare il prodotto in questione e valutare in loco la bontà e la veridicità di queste dichiarazioni.

- Il problema dove nasce quindi?

Fondamentalmente i problemi sono due:

Il primo è che i comuni in Italia non sono attrezzati per questo tipo di intervento, pertanto il loro impegno nel tentativo di riunire la commissione è minimo. Basti pensare che tale commissione non è un ente fisso, bensì un insieme di figure che non hanno nessun collegamento tra loro e che spesso non hanno neanche alcuna preparazione specifica in materia; ciò basta per indurre ciascun membro ad evitare di essere presente, proprio per non correre il rischio di doversi assumere qualsiasi tipo di responsabilità.

Il secondo è che la legge è stata scritta lasciando addirittura tre opzioni libere per chi dovesse riunire una commissione di vigilanza.

Il decreto dice infatti che il codice identificativo può essere rilasciato dalla commissione di vigilanza del:

Comune dell’azienda acquirente (il comune del cliente)

Comune dell’azienda venditrice (il comune di chi vende)

Ed infine il colpo di scena…..potrebbe essere rilasciata dal Comune dove il cliente va ad effettuare la prima installazione!

Praticamente è come se un cliente, Noleggiatore di Gonfiabili di Roma, acquistasse un Gonfiabile a Milano ed andasse ad effettuare il suo primo lavoro noleggiando il Gonfiabile a Torino; secondo il decreto anche il comune di Torino in teoria potrebbe formare tale commissione di vigilanza per emanare il codice.

Ovviamente il decreto non tiene conto del problema n.1: i comuni non hanno la commissione di vigilanza pronta all’uso per emanare i codici e bisogna attendere mesi e mesi nella speranza che venga convocata, trovi l'accordo (tra i vari impegni dei singoli componenti), sia competente in materia e si pronunci...insomma quello che generalmente si deve affrontare è una vera e propria odissea.

Questo è il motivo per cui molte aziende e molti venditori tendono a sorvolare su questo aspetto o a minimizzarlo.

Dire:”Sì, questi prodotti possono tranquillamente avere il codice, basta che tu vada al comune e ne faccia richiesta”…lasciano intendere che sia una cosa semplice.

Una cosa semplice è al contrario:
- chiedere una licenza per lo spettacolo viaggiante
- chiedere un' occupazione di suolo pubblico

...ma sicuramente non una commissione di vigilanza!

Le aziende non sono obbligate per legge a fornire il codice identificativo, ma non fornendolo arrecano un GRAVISSIMO DANNO al cliente.

Nel momento in cui si va ad effettuare un acquisto, di un Playground, un Gioco Gonfiabile o anche di un Tappeto Elastico è fondamentale chiedere specificamente se il prodotto venga fornito con IL CODICE IDENTIFICATIVO E LA SUA RELATIVA TARGETTA METALLICA.

Non ci si deve limitare ad ascoltare la parola generica CERTIFICAZIONI, perché quello non è un valore aggiunto, ma semplicemente il minimo che l'azienda può fornire nel momento in cui vende un prodotto professionale.

Si deve fare molta attenzione alle aziende con cui si ha a che fare e su nostro consiglio, richiedere sempre l'invio dei fac-simile delle documentazioni fornite con i prodotti, in modo da prevenire eventuali problemi post vendita.

Siate molto esigenti nella richiesta di documentazioni prima dell’acquisto. 
Nel momento in cui vedrete una certa reticenza da parte delle aziende a fornirvi copia delle documentazioni originali, che vi verranno rilasciate in seguito, probabilmente siete a rischio di qualche prodotto non del tutto in regola.